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Siria: tantissimi morti per attacco chimico a Duma

Almeno 70 morti e il sospetto di un attacco chimico contro i ribelli in Siria, a Duma. Dopo dieci giorni di calma, un nuovo massacro di civili è avvenuto nella parte della Ghuta orientale ancora in mano agli insorti. Centinaia i feriti, molti in condizioni gravissime, per la maggior parte donne e bambini. Lo riportano al Jazeera e la BBC, in base alle testimonianze degli attivisti. I White Helmets, gruppo di soccorritori che operano in aree controllate dall'opposizione in Siria, hanno addirittura stimato in 150 le vittime in un tweet, poi cancellato. Stesso bilancio quello stimato dall'Unione di beneficenza delle organizzazioni di assistenza medica e di soccorso (UOSSM).
 I soccorritori riferiscono anche le persone colpite dal raid del regime siriano per spingere i ribelli a lasciare la roccaforte accusano problemi respiratori che fanno pensare che Bashar al-Assad abbia usato "gas cloro velenoso". "Al momento stiamo affrontando più di 1.000 casi di persone che hanno difficoltà a respirare dopo che una bomba al cloro è stata sganciata sulla città e il numero di morti probabilmente aumenterà ancora", ha affermato ad Al Jazeera Moayed al-Dayrani, un residente di Duma e medico volontario. "Alcune delle vittime hanno presentato i seguenti sintomi: cianosi, schiuma della bocca, irritazione della cornea e l'odore forte di una sostanza simile al cloro" precisa la Uossm. I media governativi siriani, però, negano l'uso di armi chimiche. 70 morti in 24 ore Damasco ha già riconquistato il 95% della roccaforte dei ribelli alla periferia della capitale, unendo una pesante offensiva militare a un'evacuazione negoziata con i ribelli della zona che tuttavia resistono a Duma. Per 10 giorni i raid erano cessati per lasciare il posto ai negoziati di Mosca con il gruppo ribelle Jaish al-Islam. Ma il dialogo si è interrotto il 6 aprile e sono ripresi i raid che hanno fatto 40 morti tra i civili ieri e altri 30 oggi.

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